Le origini

Le origini del bassotto, il cui nome originale è Dachshund che è la fusione delle parole “Dachs (tasso) e “Hund” (cane), non sono chiare e si perdono nella notte dei tempi.
Tracce preistoriche di cani simili sono state trovate un po’ ovunque e in un bassorilievo egizio, databile intorno al 2000 a.c. sono raffigurati due cani bassi sugli arti e dal corpo allungato che, pur avendo le orecchie dritte, ricordano il bassotto.

bassorilievo-bassotti
bassotto su pietra

Bassotti La VenerieNel libro “la Venerie” datato 1561 viene riportata una famosa incisione che rappresenta un gruppo di cani lunghi e bassi intenti a fiutare e cercare di penetrare in tane, incitati da un cacciatore.

All’origine della razza vi è una malformazione patologica che inibisce lo sviluppo delle ossa lunghe. Tale patologia è ereditaria e perfettamente compatibile con la vita non creando alcun problema di salute al cane e si è rivelata di fondamentale importanza per l’uomo antico in quanto insostituibile “strumento” per stanare tassi, lepri e conigli, selvaggina necessaria alla sua sopravvivenza.
Per questo nella Lex Baiuvariorum (VII sec.) , il primo documento di legislazione delle tribù germaniche, sono commisurate pene gravissime per l’uccisione di cani da tana.
L’uomo in seguito approfittò di quanto offriva la natura continuando a selezionare soggetti sempre più idonei per la caccia in tana e in superficie. Selezionò nella morfologia, nella taglia e nel pelo incrociando razze diverse fino ad ottenere i tre ceppi che furono il bassotto a pelo corto, quello a pelo lungo e quello a pelo duro.
Quasi sicuramente il bassotto a pelo corto fu il primo selezionato e da esso con successivi incroci con lo schnauzer ed il dandie dinmont nacque il pelo duro, mentre dall’incorcio fra pelo corto e lo spaniel tedesco, nacque il pelo lungo.

Bassotti al lavoro 3E’ però in epoca più recente che il bassotto può essere inquadrato con più precisione.
Della razza così come conosciuta oggi si trova menzione ne “il manuale del cacciatore tedesco” del 1719. In Germania infatti il bassotto fu largamente impiegato per stanare le prede e divenne un vero protagonista tanto da essere considerato il cane nazionale, la mascotte della nazione.
I primi appassionati della razza furono le guardie forestali tedesche ed il primo importante allevamento fu proprio di uno di questi appassionati, Wilhelm v.Dooke di Osterode che lo fondò nel 1861.
I bassotti comparvero nella prima esposizione di Berlino nel 1883 e furono giudicati in base allo standard, primo nella storia, redatto nel 1879.Raffigurazione basotto Deiker_Jagdbare
Nel 1888 fu fondato a Berlino il Deutscher Teckel club cui vennero iscritti i bassotti tedeschi che erano tutti di taglia standard ed in maggioranza a pelo corto.

Adolf_Eberle_DackelfamilieIn Italia a quell’epoca erano pochissimi i possessori di bassotti e ancor meno gli allevamenti. Si sa che nel 1897 esisteva un allevamento fondato da un certo sig. Silva, tuttavia occorre arrivare al 1937 per trovare il primo allevamento documentato: il “Canile di Bocca Bianca” in provincia di Ascoli Piceno e nello stesso anno venne assegnato il primo affisso, quello di Kodalmo al quale fino al 1940 se ne aggiunsero altri.
Durante il periodo del conflitto mondiale non si hanno più notizie sino al 1948 con la ripresa della pubblicazione di “Rassegna cinofila” da parte dell’Enci.

Dagli anni 60 dopo la nascita dell’A.B.C, Amici Bassotto Club,
l’allevamento del bassotto in Italia prese slancio e gli allevatori italiani operarono ottime selezioni tanto che si può affermare che dal 1970 nei soggetti italiani presenti alle esposizioni scorrono le migliori linee di sangue.